Correzione cicatrici per trattare cheloidi e ipertrofie da trauma o intervento - Chirurgia Plastica Estetica - Dott. Antonio Tambuscio

intervento chirurgia plastica

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Correzione cicatrici

Correzione cicatrici

Durata 15'-30' Degenza ambulatoriale
Anestesia locale
Ritorno ad attività sportiva 15 giorni Ritorno a vita sociale immediato
Costo per l'intevento 250-800
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Padova - Clinica Città Giardino
Via F. Piccoli 6, 35123, Padova

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Verona - Prestige Day Clinic
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Orario: 15-19 da Lun-Ven

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A 5 anni ho avuto un'ustione di 3 grado alle gambe e mi hanno fatto un innesto cutaneo. Volevo sapere se sugli innesti si pelle si possono fare tatuaggi o ci sono rischi/controindicazioni.

Le gravi ustioni di terzo grado non possono guarire da sole (a meno che non siano di estensione molto limitata) e pertanto è necessario sostituire la pelle completamente bruciata con dell'altra, prelevata in strati molto sottili da altre sedi (innesto cutaneo). I tempi di guarigione sono così piuttosto rapidi anche se ne residua una cicatrice piuttosto visibile. Queste cicatrici possono essere seguite e trattate con gli stessi metodi già spiegati in questo approfondimento. Tra le varie opzioni c'è anche quella del tatuaggio eseguito sia ai margini della cicatrice che anche al di sopra della stessa. L'importante è attendere che la cicatrice si sia stabilizzata e sia completamente sbiancata (di solito servono da 12 mesi a 2 anni o più).



Ho subito un intervento di gastrectomia che mi ha lasciato una cicatrice di 15 cm circa. In seguito questa è diventata cheloidea e sono state applicate creme al silicone e praticate infiltrazioni di cortisonici. Ora il cheloide è attenuato anche se persiste ma è sorto un ulteriore problema. La cicatrice in un punto è rientrata lasciando un buco. Volevo sapere a che cosa è dovuta questa introflessione (un'infiltrazione sbagliata?) e come si può sistemare.

La rientranza di cui parla è probabilmente dovuta ad una atrofia cutanea e sottocutanea causata dal cortisone iniettato. Purtroppo è una complicanza che può insorgere nel tentativo di ridurre i cheloidi. La situazione può essere migliorata con un autotrapianto di tessuto adiposo (lipofilling) nella zona depressa oppure con una correzione chirurgica.


E’ possibile intervenire chirurgicamente o con peeling profondo su una cicatrice da trapianto di pelle alla coscia dx vecchia di 7 anni ed esiti di ustione 3°? Le cicatrici si presentano abbastanza piatte, ma ancora molto rosse ed antiestetiche.

Le cicatrici inveterate da ustione (vecchie di anni)  vengono più spesso trattate con la dermoabrasione, tecnica che generalmente da più opportunità di miglioramento. Il risultato che ci si può attendere è una riduzione dello spessore della cicatrice e una levigatura delle asperità. Per cicatrici piccole può essere più indicato ricorrere all’asportazione chirurgica, magari in più tempi o con l’utilizzo di un espansore cutaneo temporaneo. In altri casi ancora, di solito le mani, può essere più indicata l’asportazione completa della cicatrice e un reinnesto cutaneo. Dipende in definitiva  dall'estensione della cicatrice, spessore, rigidità, posizione, colore, etc.. Ogni caso va perciò valutato individualmente.

 


All'età di 2 anni e mezzo ho subito un intervento di peritonite d'emergenza e ho una cicatrice periombelicale di circa 10cm che spesso mi fa male. Potrei avere dei problemi nel caso in cui affrontassi una gravidanza? E’ necessario correggere la cicatrice prima? Dovrò rinunciare ad avere figli?

Direi che per una gravidanza non ci sono assolutamente problemi. I fastidi che lamenta sono probabilmente dovuti ad aderenze tra la pelle e le fasce muscolari quindi è consigliabile che prima o poi effettui un intervento di revisione chirurgica (probabilmente ambulatoriale) con lisi delle aderenze ed eventuale lipofilling. Può farlo prima o dopo la/le gravidanze indifferentemente.



Dopo asportazione della tiroide e dei lifonondi del collo mi è rimasta una lunga cicatrice tra l'ipertrofica e il cheloide molto arrossata. Con il cerotto Resolve ho scarsi risultati. Cosa ne pensa dei cerotti in silicone o poliuretano? E della crioterapia per le cicatrici?

Diverse informazioni sulla gestione post chirurgica delle cicatrici le può trovare in questa pagina. I cerotti compressivi hanno tutti lo stesso meccanismo di azione ovvero l’ischemia da compressione. In parole semplici la cicatrice si assottiglia perché viene “soffocata” dalla placchetta (poliuretano, silicone etc..) che gli viene applicata sopra con forza. Il trattamento funziona solo per cicatrici ancora “giovani” (diciamo entro i primi sei mesi) e nel caso in cui sia possibile esercitare una certa compressione dall’esterno direttamnte sulla placchetta ad esempio con fasciature, cerotti o bendaggi vari. Nel collo ciò è molto difficile da fare motivo per cui le placchette trovano scarsa utilità. E’ molto più sesato dedicarsi ad un massaggio intenso con una pomata specifica come il sameplast, il kaloidon, lo skarflex o il dermatix. E’ opportuno che si faccia seguire da uno specialista nei primi mesi con una certa periodicità in modo da, eventualmente, intraprendere tempestivamente un ciclo di corticoinfiltrazioni (punture di cortisone) sulla cicatrice nel caso in cui l’ipertroifa fosse troppo accentuata.

La crioterapia può essere utilizzata solo nel caso di cheloidi esofitici peduncolati, ossia cicatrici voluminose con un peduncolo stretto (aspetto simile ad un fibroma). In tutti gli altri casi è da evitare, specie ll’inizio.



Dopo falloplastica aumentativa con filler (iniezione di acido ialuronico nel pene) ho sviluppato un granuloma che ha richiesto l’asportazione chirurgica la chiusura con un innesto cutaneo che però è di colore più chiaro. Cosa si può fare per renderne più scuro il colore?

Il problema non è di semplice risoluzione. Sono da escludere gli autoabbronzanti che tendono a colorare la cute di arancione e non ritengo le lampade UVA possano dare un miglioramento molto efficace o comunque duraturo. Se il problema è il colore più chiaro o tenue della zona innestata potrebbe ottenere un miglioramento con un ritocco di colore fatto da un bravo tatuatore. E' un metodo che si utilizza di solito per le areole ricostruite dopo mastectomia, quindi potrebbe fare al caso suo. In caso di insuccesso ricorrerei in estremis ad un nuovo innesto con prelievo dalla piega inguinale, che di solito ha un fototipo più scuro.



Ho subito l'asportazione di un neo alla spalla e si sta formando una cicatrice rossa e rilevata. E' possibile correggerla?

Le cicatrici arrossate e rilevate sono dette cicatrici ipertrofiche. Nel caso in cui la cicatrice sia molto voluminosa e cresca abbastanza rapidamente si parla di cheloide. Se invece la cicatrice e piana ma anzichè essere una riga e molto allargata si parla di cicatrice diastasata. In quest'ultimo caso l'unica possibilità di miglioramento è una revisione chirurgica che preveda l'asportazione della vecchia cicatrice e il confezionamento di una nuova sutura che garantisca una tenuta maggiore. Nel caso di una cicatrice ipertrofica o di piccoli cheloidi esistono diversi metodi conservativi (non chirurgici) per ottenere un miglioramento.

Fatto salvo che l'intervento sia stato eseguito bene la prima cosa da fare è eseguire degli intensi massaggi. Questi devono essere fatti spingendo con le dita molto energicamente contro la cicatrice (anche se dovesse fare un po' male) in modo da vedere chiaramente lo sbiancamento della pelle dovuto alla compressione. Questo massaggio va fatto "a dito fermo" possibilmente utilizzando una pomata specifica per le cicatrici. In commercio ve  ne sono di diverse marche tutte più o meno equivalenti (tra le altre si ricorda sameplast® e kaloidon®). Bisogna ricordarsi di non spalmare la crema in giro ma di considerarla un semplice lubrificante per il massaggio! Il tempo da dedicare a questa operazione dovrebbe essere di almeno 20' al giorno per ogni cicatrice.

Tra un massaggio e l'altro si possono applicare delle pomate protettive a base di silicone liquido che, anche se abbastanza costose, sembrerebbero avere qualche utilità. I prodotti più noti sono dermatix®,zeraderm® e skarflex® e vanno applicati in sottile strato sopra la cicatrice, al termine del massaggio.

Nelle cicatrici più rilevate può essere molto utile utilizzare delle lamine di silicone da applicare sulla cicatrice in modo che esercitino una compressione su di essa per tempi più lunghi. Fra i vari prodotti disponibili in commercio si ricordano cica-care® e sifravit®. Sono prodotti abbastanza costosi ma molto utili a patto di utilizzarli nel modo opportuno. E' sufficente scegliere in farmacia dei foglietti di silicone piccoli in modo che ogni cicatrice da trattare venga coperta con un esubero di circa 1 cm su ogni lato. Volendo è possibile applicare più di un foglietto sopra l'altro per una pressione maggiore. Il silicone deve essere poi fissato in compressione sulla cicatrice o con cerotto ben pressato. Meglio ancora sarebbe eseguire se possibile una fasciatura compressiva. Questa tecnica è molto indicata per sedi come le braccia, le gambe, la fronte, etc.. Le lamine di silicone vanno lasciate in sede per più tempo possibile (almeno 12 ore, ad esempio la notte). In alcune altre sedi può essere utile applicare esternamente un indumento compressivo in lycra o cotone elasticizzato come ad esempio, un guanto, una pettorina, una fascetta, etc.. Le lamine di silicone possono essere lavate ed utilizzate molte volte.

Tutti questi accorgimenti funzionano finchè la cicatrice è in fase infiammatoria ovvero arrossata. La durata della fase infiammatoria è, a seconda dei casi, di 4-12 mesi. Trascorso questo tempo, se la cicatrice è ancora molto brutta o rilevata è opportuno considerare una correzione chirurgica.



Ho una brutta cicatrice da appendicectomia che in alcuni momenti mi da un forte senso di tensione. Può creare problemi durante una gravidanza?

Quel tipo di cicatrice non comporta assolutamente alcun problema per un'eventuale gravidanza. La sensazione di tensione è dovuta a delle aderenze che si sono create tra la pelle e le fasce muscolari profonde. Un eventuale gravidanza darebbe solo un po' di tensione iniziale destinata comunque a ridursi nel tempo, soprattutto se si ha cura di applicare delle creme elasticizzanti (Rilastil).



Ho una cicatrice da appendicectomia larga e infossata. E’ possibile eliminarla?

Non è possibile far scomparire completamente una cicatrice. Tuttavia le possibilità di miglioramento sono molteplici. In questo caso, la guarigione sotto tensione della ferita chirurgica ne ha provocato l’allargamento e lo svilupparsi di aderenze retraenti in profondità ha creato una fossetta. L’intervento migliore è l’asportazione chirurgica della brutta cicatrice, la lisi di tutte le aderenze in profondità e il confezionamento di una nuova sutura estetica senza punti esterni. Nel caso dovesse permanere un po’ di depressione la correzione può essere perfezionata con un lipofilling.






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CORREZIONE CICATRICI

 

Una brutta cicatrice (esito di trauma o di intervento chirurgico) può esserlo per diversi motivi. La cicatrice ipertrofica è rilevata rispetto alla superficie della pelle (nei casi più gravi si parla di cheloide). La cicatrice diastasata invece e molto larga in quanto la ferita è guarita sotto tensione.
La brutta cicatrice può essere trattata efficacemente entro i primi 6-12 mesi attraverso opportune infiltrazioni di cortisone che consentono un assottigliamento cutaneo e un ammorbidimento del cordone cicatriziale. Le cicatrici di vecchia data, ormai stabilizzate, possono essere trattate solo attraverso l’asportazione chirurgica e l’esecuzione di una nuova sutura estetica. Nei casi più complessi si può ricorrere a tecniche chirurgiche più complesse (plastica a “Z”, plastica a “W”) o al resurfacing tramite la dermoabrasione.













               
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