chirurgia della mano - Chirurgia Plastica Estetica - Dott. Antonio Tambuscio

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CHIRURGIA DELLA MANO


La patologia non traumatica della mano è data nella maggior parte dei casi da un gruppo abbastanza ristretto di affezioni. Per una precisa diagnosi che consenta di trattare il disturbo nel modo appropriato è indispensabile un esame clinico approfondito e spesso il ricorso ad uno o più accertamenti strumentali quali una radiografia, l’elettromiografia, l’ecografia o la risonanza magnetica. Il trattamento può essere conservativo con l’utilizzo di appositi tutori o con infiltrazioni di farmaci antinfiammatori in aree specifiche. In altri casi è necessario un intervento chirurgico mirato di solito di breve durata ed eseguito in regime ambulatoriale.  Solitamente è necessario un periodo di riposo successivo e un piccolo periodo di riabilitazione.






E' sempre necessario operare la rizoartrosi? Da circa 1 anno ne soffro, con il tutore sto un po meglio ma quando c'è umidità mi fa male. Ho 65 anni e ho l'artrosi sia su polsi che ginocchia. E' meglio operarsi o aspettare?

Non è sempre necessario operarsi se si è affetti da rizoartrosi. Nelle prime fasi si può optare per un trattamento conservativo con riposo e indossando degli appositi tutori in scarico. Se ha una artrosi diffusa si possono anche considerare alcuni cicli di terapia farmacologica con antinfiammatori di nuova generazione (arcoxia o simili). Solo nelle fasi radiologicamente più avanzate o, comunque, qualora il dolore diventasse insopportabile ed invalidante si preferisce optare per l'intervento chirurgico.

tutore per rizoartosi tutore per rizoartosi


Ho una cisti al polso, vorrei sapere se la tolgo chirurgicamente che possibilità ci sono che ritorni

Le cisti carpali hanno un rischio di recidiva nell'ordine del 5%.

Ho una cisti al dorso piede che l'ecografia descrive "tendinea di 20x13 mm". Non mi fa male ma mi da fastidio quando piego il piede. La devo togliere?

Data la sede e la dimensione della cisti e considerata la semplicità dell'intervento, vale sicuramente la pena di asportarla.

Nella malattia De Quervain può essere utile la mesoterapia dopo avere già fatto 3 infiltrazioni con cortisone?

Nella malattia di De Quervain le infiltrazioni di cortisone hanno efficacia limitata e sono da utilizzare solo in casi estremi dove non sia possibile fare l'intervento e comunque per un numero molto limitato si trattamenti. La mesoterapia di qualsiasi tipo non da risultati soddisfacenti. È assolutamente consigliabile che si sottoponga all'intervento chirurgico che é risolutivo nella maggior parte dei casi.

infiltrazione di cortisone
Malattia di De Quervain    


Ho una ciste alla base del pollice sul dorso della mano. In quale sede viene effettuata la puntura dell anestesia locale?

L'asportazione chirurgica di una cisti sinoviale è un'operazione piuttosto semplice in mani esperte. Quella del pollice è un'operazione un po' più delicata per la presenza di numerose terminazioni sensitive del nervo radiale che portano la sensibilità appunto al pollice. L'anestesia è locale e viene fatta esattamente sopra la cisti.

Ho dolore nei movimenti del braccio e difficoltà all'estensione. Dalla risonanza magnetica si evince un'irregolarità osteofitosica sul margine mediano dell'olecrano a contatto con il nervo ulnare nella sua doccia omerale. E' necessario l'intervento chirurgico?

Sarebbe utile fare una elettromiografia per studiare il livello di compressione delle fibre nervose del nervo ulnare al gomito è capire l'effettiva necessità dell'intervento. In ogni caso per i sintomi che mi descrive è molto probabile che presto o tardi l’intervento lo dovrà considerare.



Ho un lieve Morbo di Dupuytren (da una ecografia risulta un ispessimento di 15mm x 12 mm) e la mano si muove senza problemi. Quanto tempo potrebbe passare prima di una eventuale operazione? Sforzare la mano accelera l'aggravarsi della malattia? Esistono accortezze particolari da tenere per "allungare" il processo degenerativo della malattia?

Da quello che dice il suo Dupuytren è un grado 0-1 di Toubiana, situazione che non richiede intervento chirurgico se la mano si estende senza difficoltà a meno che l’ispessimento non le dia fastidio. Sforzi fisici usuranti e ripetitivi potrebbero aggravare lo stato della malattia che è cronica degenerativa ovvero  non guarisce spontaneamente e peggiora lentamente anche se è molto difficile prevedere con quali tempi. Di solito nel suo caso non ci si preoccupa tanto dell’evoluzione e si vive normalmente ma conviene fare dei controlli annuali con uno specialista per seguire la situazione.



Ho una cisti tendinea nella mano destra e mi è stato riferito che una operazione per esportarla potrebbe recare dei problemi al tendine. E’ vero?

Se la cisti è effettivamente tendinea consiste in una raccolta di liquido sinoviale collocata in una saccatura della guaina che avvolge il tendine. Per questo motivo l’asportazione completa è di norma possibile senza difficoltà e non lascia alcun esito sul tendine.



Soffro di unghia incarnita all’alluce destro e sono già stato operato di onicectomia con beneficio solo temporaneo. Esiste un intervento risolutore? Gioco a rugby, quanto tempo dovrei astenermi dal fare sport?

L’onicectomia totale, ovvero l’asportazione completa dell’unghia, consente di ottenere una rapida risoluzione delle infezioni peri ungueali e delle ferite ma spesso il disturbo recidiva non appena l’unghia ricresce e si “riappropria” del proprio letto. Esiste in teoria una tecnica per guidare la ricrescita dell’unghia in modo che soverchi i bordi del letto ungueale senza conficcarvisi dentro ma è abbastanza difficile da eseguire e richiede molta collaborazione da parte del paziente. L’unica tecnica definitavamente risolutiva e l’onicectomia parziale selettiva con riduzione della matrice ungueale in modo da far ricrescere un’unghia più stretta contenuta entro il letto ungueale. Dopo l’intervento è necessario sospendere l’attività sportiva per 15-20 giorni.



Ho cisti sul dorsa del piede che da molto fastidio quando cammino. Desidero sapere a chi rivolgermi per l'asportazione. Sono di Taranto

Le cisti tendinee del piede sono abbastanza facili da togliere avendo un minimo di esperienza. Un buon reparto di chirurgia plastica o di ortopedia è perfettamente in grado di gestire il suo problema. Non conosco precisamente la situazione sanitaria della sua regione ma stando a quanto indicato dalla SICM (società italiana di chirurgia della mano) potrebbe rivolgersi all'U.O. di Chirurgia Plastica di Bari. Ecco il link:

http://www.sicm.it/centri_new2.html


Ho un dolore alla base del pollice e il referto della radiofrafia parla di artrosi trapezio-metacarpale. Come si cura?

La rizoartrosi è una malattia degenerativa dell’articolazione trapezio-metacarpale ossia dell’articolazione alla base del pollice. L’erosione cronica delle superfici articolari aumenta l’attrito durante i movimenti del pollice e provoca intenso dolore. I movimenti della mano più fastidiosi sono quelli di presa intensa, i fini movimenti di opposizione del pollice con le altre dita e la rotazione del pollice stesso. Il trattamento della rizoartrosi è inizialmente medico e funzionale con terapie farmacologiche appropriate e con l’utilizzo di tutori per il polso. Nei casi più gravi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico che, a seconda dei casi, potrà consistere nella stabilizzazione dell’articolazione trapezio-metacarpale con la “fusione” ossea (artrodesi) oppure nella rimozione del trapezio (trapeziectomia) seguita o meno dall’impianto di una protesi articolare e/o dalla stabilizzazione tendinea (sospensione). L’intervento chirurgico è seguito da un periodo di immobilizzazione e poi dalla fisioterapia riabilitativa.



Cos'è il canale di Guyon?

La sindrome del canale di Guyon è una rara neuropatia stenosante a carico del nervo ulnare che viene compresso dalle strutture osteoarticolari o da una neoformazione (cisti) a livello del polso. I disturbi che ne derivano sono soprattutto dolore e formicolio a carico delle ultime due dita. Anche in questo caso, se il trattamento conservativo non ha successo, è necessario ricorrere ad un piccolo intervento di decompressione chirurgica.



Cos'è il tunnel cubitale e come si cura?

La sindrome del tunnel cubitale è una neuropatia stenosante a carico del nervo ulnare nel suo passaggio all’interno del canale cubitale a livello del gomito. La sofferenza nervosa che si genera porta disturbi sensitivi (formicolio) a carico dell’anulare e del mignolo della mano e un dolore sordo al gomito. Il trattamento può essere inizialmente medico (conservativo) con l’utilizzo di tutori specifici. Nei casi più gravi è necessario ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico di decompressione del nervo ulnare al gomito.



Ho 30 anni e un dolore al polso quando lo muovo ma l'elettromiografia esclude una sindrome del tunnel carpale. Di cosa può trattarsi?

Un dolore al polso può essere in realtà dovuto a molte patologie. In considerazione della giovane età e per una questione di mera incidenza statistica, eslcusa la sindrome del tunnel carpale, potrebbe trattarsi di una tenosinovite dei tendini estensori detta malattia di De Quervain. Si tratterebbe in questo caso di una tenosinovite stenosante del primo canale dorsale del carpo con interessamento del tendine estensore breve del pollice e abduttore lungo. In parole semplici è un problema infiammatorio dovuto ad un anomalo attrito di un tendine del polso nel suo scorrimento. L'infiammazione estendendosi finisce per interessare alcuni nervi sensitivi. La sintomatologia è data da dolore a livello del polso che insorge durante alcuni movimenti di flessione. L’intervento chirurgico di apertura del 1° del canale degli estensori consente di risolvere il quadro patologico. E' comunque consigliabile eseguire una visita medica con uno specialista per accertarsi che l'ipotesi fatta corrisponda alla realtà del suo caso.



Ho da 5 anni una cisti su un dito della mano, dopo un periodo in cui sembrava quasi assorbita ha cominciato a "espandersi". Vorrei sapere come dovrei muovermi x risolvere definitivamente la cosa

Le cisti sinoviali della mano sono in genere problemi di facile risoluzione con semplici interventi in anestesia locale. Le recidive sono rare e comunque risolvibili. Le consiglio di rivolgersi direttamente a uno specialista in chirurgia della mano (chirurgo plastico o ortopedico).

cisti polso  


Sono stata operata da poco di tunnel carpale. Ora ho 1° e 2° dito a scatto. L’unica soluzione è l’intervento?

In persone giovani la scelta terapeutica migliore per il dito a scatto è senz'altro l'intervento chirurgico, indipendentemente dal fatto che la stessa mano sia stata già operata per sindrome del tunnel carpale. Del resto è un intervento di pochissimi minuti in anestesia locale con recupero pieno della funzionalità della mano in circa dieci giorni. Solo in alcuni casi selezionati è indicata la terapia conservativa con infiltrazioni di cortisone ma quasi sempre i disturbi si ripresentano a distanza di qualche mese.



Una cisti sinoviale sul dorso del piede che non da dolore deve essere asportata? Devo fare un intervento chirurgico con anestesia locale, generale o addirittura un epidurale?

L'indicazione ad asportare una cisti al piede può essere di ordine funzionale (se da fastidio) o estetica. Negli altri casi non è assolutamente necessario toglierla. Sulle modalità di asportazione, nella quasi totalità dei casi è sufficiente una anestesia locale. L'intervento è ambulatoriale e di breve durata (20’ circa).



E’ necessario fare l’elettromiografia per la sindrome del tunnel carpale?

No. Per fare diagnosi di sindrome del tunnel carpale non è indispensabile eseguire un’elettromiografia ma è sufficiente un esame obbiettivo accurato della mano e un semplice colloquio col paziente. Tuttavia in alcuni casi con sintomatologia sfumata o in presenza di altre patologie (malattia di De Quervain, rizoartosi) può essere difficile riconoscere e/o quantificare la gravità della sindrome del tunnel carpale. In questi casi l’elettromiografia, un semplice eseme elettrofisiologico eseguibile ormai pressoché ovunque, consente di fare diagnosi e di quantificare bene la gravità della sindrome e quindi di stabilire il momento opportuno per intervenire. E’ molto importante eseguire in ogni caso l’esame ad entrambe le mani poiché spesso il disturbo è bilaterale, anche se magari inizialmente asintomatico.



Perché dopo essermi operata per il tunnel carpale non ho riscontrato alcun miglioramento?

Le possiblità sono due. La prima è che l’intervento di apertura del canale carpale e di pulizia del nervo mediano dalle sue aderenze (in termini tecnici sindesmotomia e neurolisi) non sia stata eseguita correttamente. La seconda possibilità è che la compressione del nervo mediano e quindi la sofferenza ischemica dello stesso sia di vecchia data. In questi casi il nervo va incontro a processi degenerativi per cui non è più in grado di recuperare un’adeguata capacità di conduzione dell’impulso nervoso. Questa seconda eventualità ha un’incidenza dell’ 2-8% dei casi. Molto raramente l’intervento può essere addirittura peggiorativo nel caso in cui il nervo abbia accumulato danni tali per cui un recupero sia impossibile ma, anzi, si instaura un gonfiore post operatorio che aggrava ulteriormente i sintomi. Fortunatamente questa sfortunata eventualità ha un’incidenza inferiore all’1%.



Quanto frequentemente recidivano le cisti sinoviali?

Le cisti sinoviali sono delle sacche di accumulo di liquido sinoviale che è normalmente presente all’interno delle articolazioni o nelle guaine che avvolgono i tendini. Per questo motivo le cisti sinoviali possono essere articolari o tendinee. Per distinguere le due forme è sufficiente eseguire un esame esterno della mano. L’asportazione chirurgica è la migliore possibilità di trattamento ma ha margini di successo diversi a seconda della natura della ciste. L’asportazione delle cisti tendinee, se eseguita con cura e senza provocare lacerazioni della capsula, ha un margine di successo prossimo al 100%. L’asportazione delle cisti articolari invece ha un tasso di recidiva del 15-20% poiché è tecnicamente impossibile rimuovere completamente la guaina sinoviale che origina da una articolazione sottostante. L’asportazione delle forme articolari è quindi sempre necessariamente parziale e pertanto a rischio di recidive.



Morbo di Dupuytren, quando è opportuno operare?

Il morbo di Dupuytren ha un decorso variabile ossia l’aggravarsi dei segni (cordoni rigidi sul palmo della mano) e dei sintomi (progressiva flessione delle dita interessate) procede con velocità diversa da paziente a paziente e spesso da mano a mano nello stesso paziente. In ogni caso l’andamento della malattia è cronico ossia si aggrava inesorabilmente e progressivamente. Non esistono al momento trattamenti conservativi medici veramente efficaci è l’unica possibilità di correzione è quella chirurgica. Per capire se è il momento o meno di intervenire è necessario stadiare la malattia il chè vuol dire assegnare a ogni singolo caso una sorta di “punteggio” di gravità. Per fare ciò è sufficiente fare un esame clinico accurato della mano malata. La stadiazione di Tubiana-Michon per il Morbo di Dupuytren va dal grado 0 al grado 4 in funzione della gravità della flessione delle dita. Una corretta indicazione di operabilità va dal grado 3 in poi. Per i casi più lievi, in linea di massima, è consigliabile aspettare.



Sono affetto da dito a scatto ma ho dolori che si propagano a tutta la mano, all’avambraccio e al gomito, cosa significa?

Un dito a scatto trascurato determina spesso dolori che si propagano anche oltre l’area di attrito e quindi fino al polso, all’avambraccio o anche più in alto. E’ necessario comunque escludere che ci sia un’atra patologia tendinea o nervosa associata. Con una certa frequenza infatti ad un dito a scatto può essere associata una sindrome del tunnel carpale ossia una compressione del nervo mediano al polso che si manifesta con disturbi sensitivi e dolore alla mano che si irradiano verso l’alto. Per escludere una patologia concomitante al dito a scatto è necessario eseguire un esame obbiettivo accurato della mano e/o un’elettromiografia.









               
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