chirurgia estetica corpo - Chirurgia Plastica Estetica - Dott. Antonio Tambuscio

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CHIRURGIA ESTETICA CORPO


Anche la chirurgia estetica del corpo richiede una valutazione complessiva delle indicazioni operatorie e delle problematiche che non di rado vanno affrontate con interventi combinati. Per questi interventi, talora piuttosto impegnativi, adottiamo strumentazioni moderne e le più aggiornate tecniche per il lipofilling e l’autotrapianto di cellule staminali arricchite con fattori di crescita. Guaine e fasciature idonee, sono importantissime per il conseguimento del risultato finale. Lo stile di vita ed in particolare l’attività fisica ed un adeguato equilibrio alimentare sono importanti per la definizione e il mantenimento del risultato.






Un anno fa ho fatto un addominoplastica con sintesi dei retti. Vorrei sapere, se rimanessi incinta, si strapperebbero tutti i punti interni che tengono assieme gli addominali?

I muscoli retti sono due strisce muscolari che partono dalle ultime coste e, dirigendosi in basso verso il pube, chiudono la parete anteriore dell'addome. Sono fra loro uniti da un legamento detto linea alba come se quest'ultima fosse una sorta di cerniera centrale. I muscoli retti sono quei  "quadratini" tanto amati, visibili quando si fanno gli esercizi addominali.   Durante la gravidanza la linea alba può indebolirsi o sfiancarsi al punto che i muscoli tra loro si separano con un fenomeno detto diastasi conferendo all'addome una forma rotonda e sgradevole e, talora, evidenziando una antiestetica fessura centrale. Questo fenomeno è già stato discusso in questo approfondimento.   L'intervento di addominoplastica con sintesi dei muscoli retti associa il classico intervento estetico di asportazione di pelle e grasso in eccesso nella parte inferiore dell'addome (la classica pancetta) a una procedura funzionale di ricostruzione della linea alba e riavvicinamento fra loro dei muscoli retti con particolari punti di sutura. Nel tempo si formerà una cicatrice interna di robustezza simile a quella del legamento originale. I punti di sutura hanno una funzione solo temporanea quindi finché non si sarà formata la cicatrice interna. Il tempo necessario (durante il quale è necessario osservare il massimo riposo) è di circa 6 settimane.   Per rispondere alla domanda, si può quindi dire che non vi è alcun punto che si possa strappare con una seconda gravidanza,. Tuttavia la possibilità che la linea alba ricostruita possa nuovamente sfiancarsi e dare una ulteriore diastasi c'è. Nessuna particolare precauzione può essere presa durante la gestazione a parte fare qualche scongiuro!

Ho partorito 18 mesi ed ho un'ernia evidente intorno all'ombelico. Vorrei sapere se questo problema (credo si tratti di distasi dei retti) è risolvibile solo con la chirurgia.

Da quello che riferisce sembrerebbe trattarsi appunto di un'ernia ombelicale con diastasi (separazione) dei muscoli retti addominali incorsa dopo la gravidanza. Purtroppo questo tipo di problematica è risolvibile esclusivamente con un intervento di addominoplastica o mini-addominoplastica. Per fortuna nella maggior parte dei casi i risultati ottenibili sono molto buoni. Per ulteriori approfondimenti consultare questo link. MINOLTA DIGITAL CAMERA ernia e diastasi addominale  

In gravidanza il mio addome era particolarmente teso e nelle ultime settimane si sono formate delle smagliature attorno all'ombelico. Dopo il parto ho perso rapidamente 15 kg e ora l'addome è particolarmente flaccido nonostante sia magra e faccia molto sport. Quando mi piego in vanti si crea una "ciambella" bruttissima. In futuro vorrei avere un'altra gravidanza. Cosa si può fare?

In seguito alle gravidanze, la dilatazione della pancia e il repentino sgonfiamento dopo il parto determina frequentemente diversi inestetismi. Le smagliature compaiono di solito proprio nell'ultimo periodo e sono in effetti delle "cicatrici" permanenti della pelle in cui il collagene (elemento strutturale della stessa) si "frattura" irreversibilmente. Di solito le smagliature si localizzano nella regione peri ombelicale e fra l'ombelico e il pube. Anche l'eccesso di pelle residua è molto frequente. Nei casi più gravi esso è sempre visibile mentre in quelli meno gravi si evidenzia soprattutto piegandosi in avanti. L'eccesso cutaneo anche detto addome pendulo post gravidanza spesso non dipende dal peso corporeo e colpisce anche donne fisicamente in forma. Il terzo problema è la così detta diastasi dei muscoli retti che consiste in una divaricazione dei muscoli retti addominali, più accentuata a livello dell'ombelico, per indebolimento del legamento che li unisce detto linea alba. Questo difetto è particolarmente visibile proprio nelle persone magre conferendo un aspetto sferico alla parte centrale dell'addome che si accentua con la contrazione dei muscoli. Talvolta le anse intestinali possono protrudere sotto sforzo attraverso la breccia muscolare (ernia).

diastasi separazione dei muscoli retti diastasi (separazione) dei muscoli retti dopo il parto

Non è possible migliorare alcuno di questi aspetti in modo naturale quindi né con l'attività fisica né con la dieta ed un dimagrimento (che in alcuni casi possono addirittura peggiorare la situazione). L'addominoplastica è l'intervento risolutivo che consente di cambiare definitivamente e radicalmente l'aspetto della pancia. La cute in eccesso viene definitivamente rimossa e la muscolatura viene ricomposta correttamente. Le smagliature fra l'ombelico e il pube vengono eliminate completamente ed eventuali altre smagliature più alte vengono riposizionate più in basso in un'area molto meno visibile in prossimità degli slip. Le cicatrici sono di solito di ottima qualità e ben occultabili sotto il bikini. In altre parole l'intervento di addominoplastica estetica in pazienti ben selezionate ed eseguito a regola d'arte consente un meravilgioso e radicale cambiamento in meglio dell'aspetto della pancia.

Nel caso in cui si abbia intezione di avere altri figli bisogna valutare assieme al chirurgo la corretta tempistica dell'intervento. Un'ulteriore gravidanza può portare nuovamente alcuni difetti. I più frequenti sono una recidiva della diastasi dei retti e la comparsa di nuove smagliature. Molto più raramente può crearsi un nuovo eccesso anti estetico di pelle. Come detto questi cambiamenti non avvengono sicuramente ma il rischio effettivamente c'è. Quindi la vera domanda domanda che deve porsi la candidata paziente è "vale la pena correre questo rischio in questo momento?". In altre parole, se la situazione di partenza è poarticolarmente brutta esteticamente, si è magari piuttosto giovani e si ha intenzione di avere ulteriori figlio dopo diversi anni (3-4 o più) può valere la pena fare comunque l'intervento tra una gravidanza e l'altra. Se invece si sta concretamente cercando di avere un secondo figlio o lo si sta programmando a breve termine (1-2 anni) allora conviene sicuramente aspettare e rimandare l'addominoplastica. Nel caso in cui invece non si abbia intenzione di avere più figli e la situazione è quella sopra descritta, l'unica domanda da porsi è "ma perchè asepttare ancora!?!".

addome post gravidanza - addominoplastica correzione pancia dopo gravidanza


Vorrei eliminare le mie maniglie dell'amore, come posso fare?

Il problema delle adiposità localizzate a livello dei fianchi, le così dette “maniglie dell’amore”, può essere affrontato in diversi modi che vanno presi in considerazione caso per caso.

maniglie2 maniglie dell'amore

Semplificando molto, i metodi di trattamento sono:

SEMPRE E COMUNQUE

1. Regime dietetico rigoroso e controllato, con bilancio calorico accuratamente calcolato per il caso specifico.

2. Attività sportiva aerobica (generalmente da 3 a 5 ore alla settimana)

3. Potenziamento muscolare (gruppi traverso, obliquo esterno, obliquo interno, retto addominale, lombari)

IN CASO DI ADIPOSITA’ MARCATE SENZA PELLE IN ECCESSO

4. Liposcultura distrettuale di fianchi e addome

IN CASO DI ADIPOSITA’ MARCATA CON PELLE IN ECCESSO

5. Liposcultura e body contouring chirurgico

IN CASI PARTICOLARI (ADIPOSITA’ LIEVI MA PERSISTENTI)

6. Lipodissolve La scelta di una o più metodiche deve essere fatta dopo attenta valutazione del caso specifico e visita specialistica.



E' possibile fare operazioni chirurgiche pagando soltanto il ticket se vi sono dei problemi fisici che influiscono sulla vita di una persona?

In linea di massima non è possibile fare un intervento di chirurgia estetica gratuitamente con la mutua. I rari casi possibili sono le malformazioni congenite gravi (per il seno), le insufficienze inalatorie e i traumi (per il naso), gli esiti di dimagrimento chirurgico per grave obesità (per il seno e il corpo).



Dopo il parto cesareo mi si è formata una evidente fessura verticale sulla pancia. E' possibile eliminare il problema considerando che sono piuttosto magra?

Il difetto che si è evidenziato si chiama diastasi dei muscoli retti e consiste in una separazione verticale dei muscoli retti dell'addome (destro e sinistro) che si mette particolarmente in evidenza con i movimenti di contrazione degli addominali. Il problema è risolvibile anche in donne molto magre con un intervento di mini addominoplastica, soprattutto nel caso in cui sia già presente un taglio cesare. In pratica, viene corretta e migliorata la cicatrice del cesareo, viene distesa maggiormente la pelle della pancia eliminando eventuali lassità o smagliature e viene ricostruita la continuità della muscolatura addominale correggendo la fastidiosa "fessura" verticale.

diastasi muscoli retti



Se ci si opera in una clinica privata, cosa bisogna osservare? Cosa non deve mancare nella sala operatoria? Cosa mi devo assicurare sia presente in caso di imprevisti/emergenze?

In Italia esiste una normativa molto rigorosa sulla concessione delle autorizzazioni alle strutture sanitarie private. Per quanto riguarda la chirurgia plastica (e non la medicina estetica) le strutture idonee minime sono classificate come Strutture Extra Ospedaliere di Chirurgia le quali hanno tutte le carte in regola in termini di strumentazioni, organizzazione e sicurezza per poter svolgere tutti gli interventi sia in anestesia locale che generale, in ricovero giornaliero. Queste strutture devono avere, tra le altre cose una convenzione con un ospedale pubblico nel caso in cui dovesse essere necessario trasferire un paziente che manifesti una complicanza o richieda un ricovero più lungo di un giorno. Oltre a questa tipologia di clinica esistono altre realtà private di complessità maggiore come strutture di Day Surgery o Cliniche con ricovero ordinario. Per rispondere alla domanda, il paziente non deve controllare niente in particolare ma deve semplicemente verificare che la clinica sia di una delle tipologie dette. Esistono infatti enti preposti (ASL e NAS) che eseguono controlli frequentissimi e rigorosi su tutti i requisiti necessari.

Le iniezioni di fosfatidilcolina si possono effetuare nella zona pettorale per chi ha problemi di lipomastia?

La fosfatidilcolina (lecilisi) ha un'efficacia piuttosto bassa in generale e soprattutto imprevedibile. Per la ginecomastia è generalmente consigliabile una liposcultura pettorale più o meno l'asportazione chirurgica della ghiandola mammaria.

Ho subito un intervento di gastrectomia che mi ha lasciato una cicatrice di 15 cm circa. In seguito questa è diventata cheloidea e sono state applicate creme al silicone e praticate infiltrazioni di cortisonici. Ora il cheloide è attenuato anche se persiste ma è sorto un ulteriore problema. La cicatrice in un punto è rientrata lasciando un buco. Volevo sapere a che cosa è dovuta questa introflessione (un'infiltrazione sbagliata?) e come si può sistemare.

La rientranza di cui parla è probabilmente dovuta ad una atrofia cutanea e sottocutanea causata dal cortisone iniettato. Purtroppo è una complicanza che può insorgere nel tentativo di ridurre i cheloidi. La situazione può essere migliorata con un autotrapianto di tessuto adiposo (lipofilling) nella zona depressa oppure con una correzione chirurgica.

Sono alta 165 cm e peso 108 kg, negli ultimi due anni ho perso 25 kg ed ora non riesco più a dimagrire. E' possibile eseguire il body contoring oppure devo ancora perdere peso?

Per eseguire un body contouring con finalità estetica la cosa più importante è che il peso corporeo sia stabilizzato da almeno sei mesi. In questo modo si hanno ragionevoli garanzie che il risultato raggiunto al termine dell'intervento non subirà cambiamenti nei mesi o negli anni a seguire. Ovviamente vi deve anche essere l'indicazione chirurgica all'intervento ovvero un accumulo significativo di tessuto adiposo e cutaneo a livello addominale (per le addominoplastiche) o a livello delgi arti (per il lifting di braccia e di cosce).

Paziente candidata a body contouring massivo



Desidererei sapere le precauzioni che si devono prendere prima di eseguire l'adipofilling al volto e se si devono prendere farmaci.

Prima di sottoporsi ad un intervento di lipofilling non sono necessarie precauzioni particolari. L'unica cosa consigliabile è non assumere farmaci anti infiammatori e anti coagulanti nei cinque giorni precedenti per evitare lividi eccessivi nella zona di prelievo. Per un paio d'ore subito dopo l'impianto è utile applicare un po' di ghiaccio sul volto per contenere il gonfiore iniziale. Normalmente non vengono assunti farmaci né prima né dopo la procedura.



Dopo la sospensione di farmaci sono dimagrita circa 30 chili. Il mio addome ha subito un danno da questo dimagrimento e vorrei fare l'addominoplastica. L'intervento è mutuabile?

Purtroppo l’addome pendulo non è una malattia ma solo un inestetismo e per questo il suo trattamento non è mutuabile. Molte persone ad esempio accumulano grasso in eccesso dopo lunghe terapie con cortisone ma non per questo possono fare una liposuzione gratuitamente in ospedale. In linea di massima gli interventi per la riduzione di ampiezza (addominoplastiche e lifting di braccia e cosce) vengono eseguiti con la mutua solo se il problema è fisicamente invalidante. In questi casi non si tratta di solo inestetismo ma di un problema  per la postura e la deambulazione della persona. Altra possibilità per la mutabilità è che l'eccesso cutaneo sia fisicamente deturpante e conseguente a un trattamento chirurgico per curare l'obesità. In questi casi infatti l'enorme perdita di peso è l'obbiettivo della terapia e non l'effetto collaterale di un trattamento farmacologico. La foto da un'indea precisa della gravità di questi casi che richiedono un trattamento chirurgico logicamente mutuabile.



Sono una donna di 45 anni e dopo un dimagrimento mi è rimasto l'addome leggermente rilassato. Vorrei sapere se si può risolvere il problema e se l'intervento è mutuabile.

Se il dimagrimento non è avvenuto per via chirurgica a causa di una preesistente grave obesità, l’intervento correttivo non è in alcun modo mutuabile. Le possibilità di miglioramento sono diverse con la liposcultura e/o una addominoplastica. Per valutare il caso specifico è necessario sottoporsi ad una visita specialistica.

E' possibile ritoccare le cicatrici del lifting di coscia?

Si, è sempre possibile eseguire una corerezione delle cicatrici anche se l'efficacia e la durata della stessa va valutata caso per caso essendoci rischio di recidiva.



Quanto frequenti sono le brutte cicatrici dopo lifting di braccia? Come possono essere trattate?

Le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi sono molto frequenti dopo un lifting di braccia. Una stima verosimile dell'incidenza è il 40% dei casi. Ciò è principlamente dovuto ad una zona anatomica (l'interno del braccio) che assieme a poche altre (torace, regione interscapolare, etc..) è inspiegabilmente predisposta a sviluppare voluminose e visibili cicatrici dopo interventi chirurgici. Nonostante tutte le precauzioni che sipossono prendere, come eseguire suture accurate e trattare le cicatrici con massaggi, pomate specifiche (sameplast, kaloidon, dermatix, zeraderm, etc..) il lifting di braccia è sovente destinato a dare soddisfazione sul piano della forma e del tono del braccio ma più di qualche rammarico per l'aspetto delle cicatrici.

Per trattare le brutte cicatrici esito del lifting di braccia valgono le indicazioni già riportate in questo articolo.

cicatrice ipertrofica dopo lifting di braccia


In cosa consiste l'utilizzo estetico delle cellule staminali?

Il lipofilling e le cellule staminali sono in effetti una nuova frontiera in chirurgia plastica sia in campo estetico che ricostruttivo. Tuttavia molte cose imprecise e alcune totalmente sbagliate sono state dette in merito al loro utilizzo. In termini semplici il lipofilling consiste nel prelievo di tessuto adiposo con una piccola liposuzione e il successivo reimpianto dello stesso attraverso micro iniezioni, a scopo riempitivo. E' appunto l'effetto riempitivo che ha una applicazione immediata in chirurgia estetica per procedure quali il rassodamento del viso e dei glutei, piccoli aumenti del seno, correzione di esiti di traumi oltri interventi chirurgici. E' stato dimostrato inoltre che all'interno del tessuto adiposo sono presenti grandi quantità di cellule staminali adulte in grado di differenziarsi in molti altri tessuti tra cui tessuto connettivo, vasi sanguigni, etc. Questa caratteristica consente trattamenti anche estremamente efficaci soprattutto in campo ricostruttivo in caso di esito di traumi, ulcere croniche, danni da radioterapia, etc..). La validità  e l'utilita della "componente staminale" del grasso in campo estetico è in realtà ancora in fase di studio e spesso erroneamente decantata.
 


Quando è possibile eseguire una plastica cutanea dopo forte dimagrimento?

Una plastica cutanea per la riduzione di ampiezza (addominoplastica, torsoplastica, lifting di coscia, lifting di braccia, etc…) può essere presa in considerazione una volta che il dimagrimento si è definitivamente stabilizzato. Più precisamente il peso corporeo deve mantenersi stabile (oscillazioni massime di +/- 5kg) per almeno un anno al termine del calo ponderale.



In che casi e come si può ridurre l’eccesso di pelle dopo aver curato chirurgicamente l’obesità?

L’obesità è una patologia ben definita curabile, in molti casi, con tecniche chirurgiche di dimagrimento. A prescindere dalla metodica adottata per indurre il calo di peso (bendaggio gastrico, palloncino esofageo, diversione bilio-pancreatica, gastric pacer, etc…). La flaccidità cutanea che può risultare dopo un dimagrimento di 30-40 kg (o anche più) può essere esteticamente più sgradevole o funzionalmente più invalidante dell’obesità stessa. Per questo motivo al termine del dimagramento si rende spesso necessaria una procedura di chirurgica plastica per ridurre l’ampiezza dei tegumenti (pelle e grasso) in notevole eccesso. Le tecniche utilizzate comprendono la più classica addominoplastica, il lifting di coscia, il lifting di braccia, la dermolipectomia sottomammaria e le torsoplastiche (addominoplastiche circonferenziali).



E’ possibile aumentare il seno con il proprio grasso (lipofilling)?

L’aumento estetico del seno con tecnica del lipofilling è una procedura molto discussa e contestata per diversi motivi. In primo luogo per raggiungere un volume che consenta un aumento minimo di una taglia è necessario ottenere un impianto stabile di 150 cc di grasso almeno, per mammella. Poiché il grasso innestato attecchisce solo in minima parte (tra il 30-50%) per ottenere l’aumento minimo di una taglia sarebbe necessario prelevare almeno 600cc di grasso (per le due mammelle), la qual cosa non è sempre facile in pazienti magre. Inoltre tale procedura richiederebbe diversi interventi (3-5) poiché, considerata la ristretta area di innesto, oltre un certo volume di grasso iniettato la probabilità di attecchimento si riduce notevolmente. L’ultima e più importante ragione è che diversi recenti studi dimostrano che il grasso innestato può andare incontro a fenomeni di calcificazione che, in regione mammaria, possono indurre falsi positivi radiologici per neoplasie (ossia possono far credere erroneamente che ci sia una lesione tumorale in una mammella sana, durante una mammografia o un’ecografia mammaria). Se quindi il lipofilling trova una valida applicazione in ricostruzione mammaria post oncologica la sua applicazione in chirurgia estetica è molto discussa.



Dopo una liposuzione è possibile che il problema si ripresenti?

E’ molto difficile che dopo una liposcultura il difetto fisico si ripresenti con la stessa gravità della prima volta e il motivo è piuttosto semplice. Nel corpo umano esistono tre tipi di cellule. Le cellule labili sono soggette a cicli veloci di riproduzione e di morte e quindi il loro numero rimane abbastanza costante nel tempo grazie a questo continuo turnover che compensa le eventuali perdite. Un esempio di cellule labili sono quelle della mucosa intestinale o della pelle. Le cellule perenni invece non si riproducono mai è il loro numero, dal momento della nascita, è in costante calo. Ogni cellula perenne che muore non viene rimpiazzata. I neuroni sono le uniche cellule perenni. Il terzo tipo di cellule sono dette stabili ossia hanno un ritmo di replicazione bassissimo che solo sotto determinati stimoli ormonali e ambientali può incrementare. Gli adipociti (cioè le cellule del grasso) sono cellule stabili che si riproducono a ritmi lentissimi. Per questo motivo quando si ingrassa la popolazione di adipociti aumenta numericamente pochissimo ma le cellule semmai si ipertrofizzano ossia accumulano al loro interno trigliceridi cioè grassi semplici (in pratica le stesse cellule adipose “ingrassano” senza aumentare di numero). Con la liposcultra le cellue adipose vengono aspirate e quindi fisicamente rimosse dal corpo. Le cellule rimanenti possono ancora ipertrofizzarsi ma fino ad un certo punto. Salvo gravissimi e repentini aumenti di peso il dimagrimento ottenuto con una liposuzione può essere considerato appunto stabile.



Quante taglie è possibile perdere con una liposuzione?

Una risposta veloce è “alcune”. Ma attenzione! La liposuzione non è una tecnica per dimagrire. Negli ultimi 10-15 anni molte cose sono cambiate nel modo di considerare, proporre ed eseguire una liposuzione e ciò soprattutto grazie alle evoluzioni della tecnica classica adottate e descritte dal Dott. Marco Gasparotti. La tecnica tradizionale veniva infatti in passato considerata come un modo facile e veloce di perdere peso e quindi l’obbiettivo fino alla fine degli anni ’80 era proprio quella di aspirare quanto più grasso possibile. Questo tipo di approccio oltre che essere maggiormente rischioso (è dimostrato che grandi quantità di grasso aspirato aumentano esponenzialmente i rischi per la paziente) è anche meno efficace nel raggiungimento di risultati estetici soddisfacenti. Negli ultimi anni invece si è passati dal concetto di liposuzione, volumetrica e meramente quantitativa, a quello di liposcultura e liposcultura 3D, il cui obiettivo è invece rendere esteticamente più gradevole il profilo corporeo. Il principio di base è piuttosto semplice e si basa sulla considerazione che sono più belle esteticamente delle cosce e dei glutei più “tondetti” ma dal contorno molto regolare piuttosto che magre ma con irregolarità di profilo. Tralasciando i particolari di tecnica, basti pensare che attualmente il chirurgo interrompe la liposcultura quando è soddisfatto del profilo creato e non quando ha raggiunto un determinato volume di grasso aspirato. I risultati della liposcultura possono essere così estremamente soddisfacenti e assolutamente superiori a quelli ottenibili in passato con l’approccio tradizionale. Ciò premesso non è sempre facile (e non ha neanche senso!) stabilire a priori quante taglie si perderanno con l’intervento.



Dopo quanto tempo dopo l’addominolastica è possibile riprendere i rapporti sessuale?

Dopo una semplice addominoplastica senza procedure sui muscoli retti addominali l’attività sessuale può essere ripresa, con cautela, dopo circa 15 giorni dall’intervento ossia dopo la rimozione dei punti. Nel caso in cui sia stata eseguita anche una plastica dei muscoli retti per una diastasi degli stessi è necessario osservare il riposo più assoluto fino alla guarigione stabile della sintesi muscolare ossia per 4 settimane dal giorno dell’intervento.



E’ normale che dopo un intervento di addominoplastica si riduca la sensibilità della pancia?

La perdita di un po’ di sensibilità cutanea nella parte inferiore della pancia dopo una addominoplastica è sempre presente, sebbene di gravità variabile. La causa del problema è l’ampiezza dello scollamento cutaneo necessario per arrivare alla chiusura delle ferite dopo la resezione cutanea. Nel corso della manovra molte piccole ed invisibili terminazioni sensitive vengono necessariamente sezionate e questo porta ad una temporanea riduzione della sensibilità. In un periodo compreso tra 6-12 mesi buona parte della sensibilità persa viene recuperata sebbene non sia infrequente che un’area di anestesia permanga in stretta prossimità della cicatrice.



               
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